Turismo in Calabria Magazine "Kalabria itinera": Borghi

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Attraverso itinerari davvero suggestivi...

 

Questo si propone KALABRIA ITINERA, un progetto ideato per offrire al mondo della grande rete informazioni e suggerimenti su come visitare e conoscere una delle regioni piu belle d'Italia.

Saranno descritti itinerari lungo i quali scoprire punti di interesse, tradizioni, folklore, storia e cultura calabrese, senza tralasciare l'originalita dei sapori della cucina e dei prodotti tipici del territorio, con una particolare attenzione alle strutture ricettive, cuore dell'ospitalita calabrese.

Territori autentici, dove sentire il profumo della tradizione nel paesaggio tra borghi e castelli, strade punteggiate di macchia mediterranea sulla costa e di castagni all'interno, con uno spettacolare gioco cromatico della natura che degrada verso il mare.

 

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In Calabria 8 Borghi piu' belli d'Italia:

SANTA SEVERINA (KR)

 

 

Appare al visitatore gia da lontano come una nave quando, lasciata la SS 107, ci si avvia verso il colle sul quale essa sorge. Per raggiungere il centro, bisogna lasciare la direttrice che collega Crotone a Paola, all'altezza della deviazione del ponte sul Neto. Lo Jonio e a brevissima distanza e la Sila, con le sue boscaglie di pini, altrettanto. Il primo impatto con la Storia, una volta entrati nell'abitato, e con la chiesa bizantina di Santa Filomena, caratteristica per la sua piccola cupola e, poco oltre, una lapide circondata da una coloratissima bouganwille, annuncia l'Agora della Sapienza Mediterranea. La piazza e ben curata e accogliente. Da una parte il castello che fronteggia la chiesa diocesana, antica sede Arcivescovile e anche Museo Diocesano. Il Potere Spirituale contrapposto al Potere Temporale. La visita richiede attenzione ed almeno mezza giornata di tempo, per visitare ogni angolo di questo grande edificio. In alcune sale, combinati in un ordine storico, sono esposti preziosi reperti museali, ritrovati durante i lavori di scavo e restauro, mentre in altri saloni, oltre agli affreschi e ad altri residui gentilizi d'epoca, e possibile ammirare mostre di pittura, che si susseguono tutto l'anno. Il suo castello e certamente il documento storico piu importante. Nelle sue mura sono stratificati piu di mille anni di storia, dal Kastron bizantino, alla residenza gentilizia del XVIII? e XIX? secolo. Santa Severina fu una pedina fondamentale delle terre bizantine d'Occidente e testimonia l'appartenenza di quella gran parte dell'Italia Meridionale a quel grande organismo politico e amministrativo che fu l'Impero Romano d'Oriente. Dunque, fu testimone di una romanita orientale che, in Occidente, sopravvisse per un altro mezzo millennio, al crollo del mondo classico. Santa Severina, assunse il suo nome attuale nel periodo Bizantino, quando il Generale Nicefaro Foca, la riconsegno a Costantinopoli, dopo averla espugnata agli Arabi che l'avevano dominata per circa quarant'anni. Siamo al volgere del IX secolo. E' questa l'epoca della grande importanza, anche religiosa del centro, assunto alla dignita di Metropolia che, insieme a Reggio Calabria, costitui il caposaldo del Patriarcato costantinopolitano, contro i tentativi espansionistici del Papato Romano. Due secoli dopo, Santa Severina, e Normanna e normanne sono le altre terre di un Impero che abbandona, ormai definitivamente, il sogno di riconquista di Giustiniano. Normanno e il suo castello, poi Svevo e Angioino. Inizia contemporaneamente il graduale cambiamento degli ordinamenti civili e militari, ed inizia una nuova Storia, che assegna a Santa Severina un diverso ed importante ruolo che, nel Basso Medioevo, la vedra citta demaniale, sede di libera Universita, con la possibilita di eleggere liberamente i suoi magistrati. Alla fine del XV? secolo, alle soglie del vicereame, Santa Severina, perde queste prerogative, pur battendosi aspramente per conservarle. Il resto e la Storia di un feudo che appartenne ai Carafa, ai Ruffo, agli Sculco ed infine ai Grutter, che lo conservarono fino al 1806 quando, Gioacchino Murat, aboli la feudalita nell'Italia Meridionale. Da quel momento, la sua storia, e quella di un piccolo centro del Sud dell'Italia, con un grande passato, sancito da quei documenti che lo testimonieranno per sempre. Altra visita da non perdere, una volta giunti a Santa Severina, perche e un compendio prezioso, e quella al Museo Diocesano, esattamente di fronte al castello, dove sono conservati preziosi manoscritti medievali, opere letterarie d'antica fattura e cimeli religiosi. Particolarmente affascinante il Salone degli Stemmi.

 

 

 

From a distance the manor appears to the approaching visitor as if it were an aircraft carrier. To get there, you need to leave the road that goes from Crotone to Paola at the point where there is a detour at the bridge over the Neto river.   The Ionian sea is nearby and so is Sila with its pine forests. The first impact with history is with the Byzantine church of Santa Filomena, whose characteristics include a small dome and, in the same area, a gravestone surrounded by a colourful bougainvillea announcing Mediterranean knowledge. The piazza is well groomed and welcoming. On one side the castle faces the church diocese, the old Archepiscopal centre and diocese museum, which is spiritual power against temporal power. The tour requires attention and at least half a day in order to see every nook and cranny of this great building. In some rooms, organized historically, are displays of archeological finds that have been found during excavations, while in the great halls of the castle beside some frescoes it is possible to admire some art exhibits all year round. Its castle is certainly the most important historical evidence.   In its walls, more than a thousand years history are layered, from the Byzantine Kastron to the gentry residents of the eighteenth and nineteenth centuries. Santa Severina was a fundamental pawn of the Byzantine lands of the West and witnessed the holdings of that great part of Southern Italy to the Roman Empire of the east. Therefore, it witnessed the eastern Roman essence that in the west survived the fall of the classical world for another five hundred years. Santa Severina got its current name during the Byzantine period when General Nicefaro Foca returned it to Constantinople after taking it from the Arabs, who had dominated it for forty years. This was the turning of the ninth century. This was an age of great importance when Metropolia, together with Reggio Calabria, constituted the basis of the Constantinople patriarchy against the attempted expansions of the Roman papacy. Two centuries later, Santa Severina would become Norman, much like other areas that were abandoned by Justinian. The castle is Norman, but also Svevo and Angioino. The civil and military order began to change, and its new history began.   Santa Severina had a different but important role which, during the early middle ages, would change because it would become a state property, a centre of a free university, with the possibility of freely electing its magistrates. At the end of the fifteenth century, anticipating the viceroyalty, Santa Severina lost these prerogatives even though it fought to preserve them. The rest is a history about a fief which belonged to the Carafa, Ruffo, Sculco, and Grutter families, the Grutter family keeping it until 1806 when Giocchino Murat abolished feudalism in southern Italy.   From that moment its history is that of a small centre in the south with a great past, one ratified by those documents which will always testify the greatness of its past. Another visit not to be missed is the diocese museum, which is located in front of the castle where you can find precious medieval manuscripts, old literary works, and religious relics.   Particularly fascinating is the Hall of Arms.

 

 

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